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Milan: quanti primati con i giovani talenti del vivaio

I gol di Patrick Cutrone (tanti), quello di Davide Calabria, le parate di Gianluigi Donnarumma. Il Milan vinse 2-0 sulla Roma il 26 febbraio 2018 aggrappandosi ai propri gioielli cresciuti in casa, rilanciando la propria corsa per un piazzamento in Champions League e aprendo un filotto di 5 partite impossibili (con l’Arsenal in Europa League e il derby che seguirono la semifinale di ritorno con la Lazio) con una vittoria che diede morale all’intera società.
Una vittoria che poggiava le basi sui “giovani rossoneri”, su quei prodotti del settore giovanile che oggi stanno portando un deciso valore aggiunto alla società di via Aldo Rossi che si è sì trovata in parte costretta dalle difficoltà economiche a lanciare questi ragazzi in prima squadra, ma è anche stata brava a trattenerli puntando su di loro come venne confermato dallo stesso Fassone: “Cutrone? Siamo stati bravi a rifiutare le tantissime offerte per lui”. E Cutrone non era l’unico, perché come lui anche i vari Calabria, Locatelli e perfino lo stesso Donnarumma si stanno rivelando punti di forza fondamentali per Rino Gattuso. Formare talenti al di là dei risultati, è stata questa la strategia che ha consentito al Milan di trovarsi oggi con un gruppo di under 21 di primissimo piano in rosa. Sì perché le annate ’96, ’97 ’98 e ’99 non hanno in realtà ottenuto vittorie importanti a livello giovanile. Gruppi celebrati, ma che nè ai tempi degli Allievi Nazionali, nè in Primavera hanno mai alzato la coppa al termine della competizione.
Unica eccezione? Il Torneo di Viareggio 2014, un’edizione però particolare con il Milan che trionfò entrando nel tabellone dagli ottavi e giocando alla grande. Il Milan è la seconda società nella speciale classifica stilata dal Corriere dello Sport, riguardo ai giovani che arrivano dal vivaio e impiegati nei campionati di A e B. Secondo il censimento riguardante i settori giovanili di provenienza dei calciatori di Serie A e B pubblicato il Milan è la squadra infatti che ha formato il maggior numero di calciatori. Ben 24 giocano in Serie A. Un altro primato appartiene ai rossoneri: il Milan è infatti il club con il numero più alto di calciatori (8) cresciuti nel vivaio e attualmente in prima squadra. In totale sono 43 i giocatori della Serie A e Serie B partiti dall’Accademia rossonera. Solo la Roma ha fatto meglio con 44 calciatori. Il censimento partito dal quotidiano sportivo si è rivelato davvero interessante. Considerando i giocatori formati in Italia, il 64.3 % gioca in serie B. Questo è dovuto anche al giro di prestiti che solitamente le formazioni maggiori attuano nei confronti del club cadetto. Il 35.7%, invece, gioca nel massimo campionato. In più i rossoneri guidano una speciale classifica sui giocatori cresciuti nel settore giovanile e inseriti nella rosa attuale. Ben otto elementi, un risultato davvero incredibile per il club rossonero.
I giocatori censiti sono stati ben 734, con 135 vivai di formazioni considerati. Attualmente la provenienza dei giocatori è così ripartita: 52.1% arrivano dalla serie A, 22.3% dalla serie B e il 25.6% da altre parti. I vivai, dunque, ci sono. Il problema nazionale non sembra essere quello della crescita dei giovani, ma il loro utilizzo. Una strategia vincente ed estremamente differente da altre realtà come ad esempio Inter e Roma, le due formazioni che più si stanno contendendo titoli e onori a livello giovanile. Due realtà che puntano sulle vittorie, ma che tendono a sacrificare sul mercato i prodotti del proprio vivaio. Plusvalenze importanti dovute proprio ai risultati ottenuti, ma con un apporto nullo alla prima squadra (il caso Pellegrini è l’esempio lampante della strategia giallorossa).
Qual è la scelta migliore? Il campo oggi premia i rossoneri, e una politica che guarda al futuro e non al presente. Il dubbio? Con l’assillo della Uefa e del Fair Play Finanziario cambierà tutto? Intanto in casa Milan (nuovo corso) si è registrata una grande novità, per quanto concerne il settore giovanile. Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo rossonero, ha incaricato Mario Beretta, ex allenatore, tra le altre, di Parma e Siena in Serie A, del ruolo di coordinatore tecnico del vivaio milanista. Classe 1959, nato a Milano, Beretta sarebbe stato scelto per la sua esperienza nell’allenare le squadre giovanili, poiché è stato già dirigente di settore giovanile e, soprattutto, perché negli ultimi anni ha sempre ottenuto ottimi risultati lavorando con i ragazzi.
L’area, fin qui, faceva finora capo all’ex difensore rossonero Filippo Galli, il cui lavoro, per la ‘rosea’, è stato apprezzato: pertanto Galli resterà all’interno del club anche dopo l’arrivo di Beretta. Dal maggio 2015 era responsabile del settore giovanile del Cagliari: da vertice del vivaio della squadra rossoblu, ha sottolineato ‘La Gazzetta dello Sport’, ha ha riorganizzato interamente il settore, messo il suo vice Max Canzi alla guida della Primavera del Cagliari, oggi capolista nel girone B ed è sotto la sua gestione che sull’isola è arrivato il nordcoreano Kwang-Son Han, oggi nel mirino della Juventus. Il Milan è la prossima, prestigiosa, tappa della sua carriera.
Sempre in ambito del vivaio, i rossoneri hanno cambiato anche tutti gli allenatori. Tranne Alessandro Lupi, rimasto sulla panchina della Primavera. A Gianluca Polistina è affidata la squadra Under 15, mentre Tino Borneo lavorerà all’attività di base.
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