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Quali sono le regole da poter infrangere nell’interior design e goderne i risultati?

Molte volte nella nostra professione ci troviamo di fronte ad un dilemma: andare sul sicuro e rispettare le regole di base o infrangerle e arrivare ad un risultato di carattere e unico? In entrambi i casi il risultato finale potrà e dovrà essere corretto nella forma estetica e nella funzione, le cose giuste al posto giusto, l’armonia degli spazi, gli abbinamenti cromatici, le scelte degli arredi, i tessuti, colori, tutto dovrà essere calibrato e pensato in modo da creare un’ambiente corretto e capace di trasmettere le giuste sensazioni e di soddisfare aspettative e funzioni per il quale è stato pensato.

Ma se non rispettiamo le regole? Se ad esempio decoriamo le superfici orizzontali e non le verticali, osiamo una palette cromatica con forti e inusuali contrasti, immaginiamo spazi aperti per bagno e camera in un dialogo unico, o portiamo parte del paesaggio circostante nell’interno. Sono molteplici le modalità di rottura, e molteplici possono essere i risultati. Disastrosi se non si governano le scelte, incredibili e di grande effetto se si riescono a legare ad un sottile filo progettuale scelte che possono sembrare in un primo momento non coerenti con il progetto. Tutto questo può accadere se siamo in presenza di una committenza aperta, attiva nel dialogo, capace di seguire la persona incaricata di dar vita all’ambiente, che sia un salone o un progetto ex novo, un locale commerciale o un ufficio, una volta messi a fuoco gli obiettivi e capite le esigenze, lasciate che l’interior designer sviluppi per voi il progetto. Sarà da limare, da calibrare, da “pizzicare” qua e là insieme, ma non lasciate che siano le vostre scelte a governare il risultato finale, questo vorrebbe dire rompere le regole in modo non corretto.

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