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Coronavirus, Orlando e Vazio (Pd): “Prevalgano interessi cittadini ma da Regione Liguria seri ritardi”

Liguria. “In un momento delicato, come quello che stanno affrontando l’Italia e soprattutto le regioni del nord a fronte della diffusione del Covid-19, il Partito Democratico, a tutti i livelli, ha fatto e continuerà a far prevalere gli interessi della collettività, la tutela della salute pubblica e la gestione dell’emergenza. Questo anche in Regione Liguria, nonostante il presidente Toti e l’assessore Viale abbiano offerto e continuino ad offrire più di un motivo per far rilevare ritardi, contraddizioni, superficialità e veri e propri atti di irresponsabilità, come quello che ha portato a posticipare l’entrata in vigore di misure straordinarie per consentire lo svolgimento di un’iniziativa politica”. Lo dichiarano in una nota Andrea Orlando, vice segretario del Pd e Franco Vazio, vice presidente della commissione giustizia.

“Vogliamo sperare che questo ritardo non abbia contribuito all’individuazione tardiva del primo caso di contagio in Liguria, la cui dinamica va comunque chiarita come chiesto da diversi capigruppo in consiglio regionale all’assessore Viale, anche per capire per quale motivo, pur a fronte di diverse iniziative di comunicazione della giunta regionale, medici di base, operatori delle strutture sanitarie e sindaci abbiano operato sino a domenica 23 febbraio senza strumenti di protezione adeguati e senza precise linee guida, mentre i primi focolai sono emersi venerdì 21 febbraio. Il problema più grave e urgente è che ancora adesso i Sindaci e le Forze dell’Ordine non sarebbero informati sul come usare i poteri coercitivi che le ordinanze e i decreti dello Stato hanno messo a disposizione. I sindaci, pur facendo il possibile, si trovano, come i medici di base, gli infermieri e i volontari, in trincea a fronteggiare un’emergenza e combattere una guerra al buio, senza le necessarie protezioni di sicurezza e senza il supporto e il coordinamento giuridico e sanitario della Regione. Cresce la consapevolezza che il Coronavirus non costituisce un pericolo di vita per la maggior parte della popolazione, ma esiste la preoccupazione che le persone più fragili, gli anziani e gli immunodepressi, possano correre gravi rischi per la propria salute”.

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