Bordighera. Lo avevamo scritto e pubblicato lo scorso 29 dicembre: per realizzare la nuova rotonda è necessario sbancare il capo di Sant’Ampelio e portar via, per sempre, un segno tangibile, seppur nascosto, caratterizzante la città.
Oltre all’aspetto affettivo, che potrebbe essere visto come il vagheggiare inutile ed improduttivo ispirato ad un ideale romantico di appartenenza al luogo, non si può non porre l’attenzione su quello che invece è il pericolo, gravissimo e del tutto plausibile, che rischia di far saltare completamente la realizzazione della struttura.
Bordighera non solo senza il capo Ampelio, dunque. Ma senza più il belvedere tanto amato dai cittadini. Perché?
Nonostante a Palazzo Garnier sia stata accolta, in modo del tutto positivo, la relazione sopraggiunta dalla Soprintendenza, leggendo tra le righe del documento ci si rende conto che qualcosa non quadra.
A rendere noto il contenuto del documento pervenuto da Genova, era stato lo stesso Sindaco Giacomo Pallanca: “E’ imposta la presenza di un archeologo durante i lavori di scavo”, aveva dichiarato agli organi di stampa.
La rotonda in sé, con la sua struttura in cemento ritenuta non assoggettabile ad alcun tipo di vincolo monumentale, verrà demolita come previsto. Dopodiché la ditta vincitrice della gara d’appalto (le buste contenenti le offerte dovrebbero essere aperte la prossima settimana) dovrà procedere in modo molto diverso rispetto a quanto si sarebbe aspettata di fare.
