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Arecco suona la carica: “Liberiamo Savona, sta implodendo”

Arecco suona la carica: “Liberiamo Savona, sta implodendo”

Savona. “Oramai è evidente a tutti che il sistema di potere costruito a Savona, dal dopoguerra ad oggi, stia rapidamente implodendo. Le cause sono sia endogene, sia esogene. Cerchiamo di analizzarle una per una”. Massimo Arecco, il consigliere comunale della Lega Nord e candidato nella lista del Carroccio a sostegno di Ilaria Caprioglio, lanciato in clima di campagna elettorale, analizza le problematiche di Savona.

“I trasferimenti in denaro erogati dallo Stato centrale alle amministrazioni locali della penisola, finanziaria dopo finanziaria, hanno subito negli anni tagli sempre più consistenti, per cui, oggigiorno, se un comune non viene gestito da un sindaco e da assessori realmente competenti e capaci, ogni singolo cittadino rischia di essere l’unico soggetto chiamato a pagare per coprire le inefficienze del sistema. Nello specifico caso savonese, si aggiungono ulteriori fattori. Dalla caduta del fascismo ad oggi, in maniera quasi ininterrotta, la sinistra è sempre stata insediata al governo della città” osserva Arecco.

“La mancanza di ricambio nella gestione della ‘cosa pubblica’, dopo così tanti decenni, in genere, rischia di creare consuetudini, riti, sicumera di una millantata superiorità morale ed intellettuale, che, in alcuni casi, possono degenerare in supponenza, menefreghismo, trasformismo, superficialità, scarsa competenza, mancanza di amore per il bene comune e, soprattutto, totale assenza di passione politica. Nel corso degli anni, per la sinistra savonese, l’unico momento di vera competizione elettorale coincideva con l’avvio della lotta interna per la scelta del proprio candidato, futuro sindaco, o per decidere chi dovesse essere inserito nella lista per svolgere il ruolo di futuro assessore. Dopodiché, terminati i contrasti e cessate le faide, nei successivi cinque anni, per una buona parte di ‘Lor Signori’, l’attività politica amministrativa si trasformava in una passeggiata di salute e di ordinaria gestione del potere. Nel tempo, la ‘saga’ delle nomine per l’assegnazione di ruoli e posti, non di rado ha fatto temere che i criteri di assegnazione privilegiassero prevalentemente l’appartenenza partitica, rispetto alle reali, specifiche, dimostrate, capacità del prescelto di turno” prosegue il consigliere comunale leghista.

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