Cronaca

“No a unione bacino con Spezia”. Rifiuti, Genova ricorre a Tar contro Regione

“No a unione bacino con Spezia”. Rifiuti, Genova ricorre a Tar contro Regione

Genova. Sarà nel circondario di Orero il terzo impianto di trattamento del rifiuto indifferenziato (separatore secco umido) e della frazione organica (biodigestore) previsto insieme a quelli di Scarpino 3 e di Rio Marsiglia dal Piano metropolitano dei rifiuti, il documento della Città metropolitana di Genova che organizza la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti nell’area genovese fino al 2020, anno in cui verrà creato il bacino unico regionale, e che oggi è arrivato alla penultima tappa: la presentazione ai sindaci e alla stampa nel corso di una seduta aperta della commissione consiliare ambiente presieduta dal consigliere Maria Luisa Biorci, sindaco di Arenzano, prima dell’ultimo passaggio politico che sarà l’approvazione da parte del consiglio metropolitano, giovedì 19 maggio, della delibera di adozione.

Introducendo la discussione, il consigliere delegato all’ambiente della Città metropolitana Enrico Pignone ha annunciato che l’ente impugnerà al Tar la recente decisione dell’Ato regionale rifiuti di attribuire alla discarica spezzina di Saliceti il conferimento della raccolta di tutta l’area del Tigullio composta dagli otto comuni costieri da Portofino a Moneglia più Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese. “In un’ottica di economia di scala, questa scelta è sbagliata, e la contestiamo”, ha spiegato Pignone.

Il Piano è stato redatto da un gruppo di lavoro interno della Città metropolitana di Genova, composto dalla segreteria tecnica dell’Ato metropolitano rifiuti, dall’ufficio urbanistica (per la determinazione dei criteri di localizzazione degli impianti) e dall’ufficio gare e contratti (per la stesura dei capitolati di gara per la gestione degli stessi impianti).

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