Cronaca

Fegino, un mese fa il disastro della Iplom. Gli abitanti: “Noi non molliano”

Fegino, un mese fa il disastro della Iplom. Gli abitanti: “Noi non molliano”

Genova. Come per i genitori che contano i primi mesi degli loro figli anche gli abitanti di Fegino festeggiano oggi il ‘comprimesse’ del disastro ambientale causato dallo sversamento Iplom. Erano le 19 o giù di lì quando la rottura di un tubo interrato a monte del rio Pianego ha riversato nel rio 600 tonnellate di greggio. Fegino è finita così per giorni sulle prime pagine di tv e giornali nazionali venuti di persona ad annusare l’aria per giorni irrespirabili e a documentare la marea nera che ha sfiorato il mare, il salvataggio della fauna selvatica e la paura.

Ad un mese dai fatti la fase di messa insicurezza è quasi terminata. Da Asl e Arpal negli incontri con gli abitanti sono arrivate rassicurazioni circa i fastidi che ancora avvertono gli abitanti e la puzza che ancora si sente quando piove come quando il sole asciuga troppo il terreno. Le chiazze oleose riaffiorano quando il torrente si riempie. E’ piovuto poco per fortuna e sopratutto non è piovuto quando la situazione era in piena emergenza.

Ma che l’emergenza sia finita è solo una piccola buona notizia: “La Iplom sta incominciando a lavorare per il taglio e la sostituzione del tubo, vogliamo sperare che insieme a questo lavoro ci sia la bonifica vera e profonda e come dicono i grandi abbiamo fiducia nella giustizia” dicono gli abitanti di Fegino in una nota.

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