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Bordighera, la lotta del comune per il servizio idrico

Bordighera, la lotta del comune per il servizio idrico

Bordighera. Hanno voluto confrontarsi con la cittadinanza, gli amministratori comunali, e spiegare ai presenti cosa è stato fatto affinché la città delle palme non fosse costretta a cedere la gestione del servizio idrico a Rivieracqua. Ma la battaglia che Palazzo Garnier ha intrapreso non è molto diversa da quella di Don Chisciotte contro i mulini a vento: molto difficilmente, infatti, Bordighera potrà ancora a lungo avere una gestione diretta ed in economia del proprio servizio idrico.

Presso la Sala Rossa del Palazzo del Parco, il Sindaco Giacomo Pallanca ha espresso quelle che sono le sue preoccupazioni principali. In primis la tariffazione: “A Bordighera abbiamo le tariffe dell’acqua più basse di tutta la Liguria e tra le più basse in Italia. L’entrata in Rivieracqua significherà un esborso impressionante per le tasche dei cittadini”. Si parla di bollette tre volte più care.

“Ho forti dubbi”, ha aggiunto Pallanca, “Su quelle che sono le capacità gestionali e operative della società e mesi di confronti non mi hanno portato a cambiare idea”. Se il servizio idrico, a Bordighera, è 100% comunale, così non è in altri comuni, come Imperia e Ventimiglia. In queste città ci sono due partecipate, rispettivamente AMAT e AIGA: come farà Rivieracqua ad acquistare le azioni delle due resta ancora un mistero. “Solo per AMAT, una società che non ha soldi come Rivieracqua dovrà sborsare 23milioni e 700mila euro”, ha reso noto il Sindaco, “Rivieracqua pensava di poter applicare una piccola percentuale sulle bollette dei contribuenti per pagare questa quota, ma AMAT ha rifiutato”.

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