Cronaca

Andora, 63enne stroncata da emorragia in casa: assolto il medico di famiglia

Andora, 63enne stroncata da emorragia in casa: assolto il medico di famiglia

Andora. Si è chiuso con una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” il processo che vedeva a giudizio un medico di famiglia, la dottoressa Alessandra Barberis, per la morte di una donna di 63 anni, Marisa Frigerio, che nel marzo del 2012 era stata stroncata da un’emorragia interna nella sua villetta in via del Lampin ad Andora.

Secondo la tesi dell’accusa, l’imputata aveva sottovalutato le condizioni della paziente che si era procurata un trauama cadendo dieci giorni prima della morte. In particolare la Procura contestava al medico di non aver sospeso la cura di antiaggreganti (il “Plavix”) che la signora Frigerio assumeva abitualmente. La tesi del pm (che al termine delle sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 4 mesi di reclusione) era che fosse stata proprio l’assunzione di quel farmaco ad impedire che l’emorragia interna si arrestasse. Di qui la contestazione di omicidio colposo che però è caduta al termine del dibattimento.

Un ruolo determinante è stato giocato dall’esito della perizia disposta dal giudice Francesco Giannone che non ha ravvisato nessun nesso di causalità tra la mancata sospensione dell’assunzione del farmaco e l’emorragia fatale per la signora. Tra l’altro, quando era stata sentita in aula, la dottoressa Barberis aveva riferito di aver comunicato alla paziente di sospendere l’assunzione del farmaco antiaggregante, ma di non averlo indicato sulla prescrizione che le aveva consegnato.

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