Liguria. “‘Look who is behind’ dicono gli inglesi. ‘Guarda chi c’è dietro’. Se vuoi capire quale linea politica seguirà un candidato, una volta eletto, basta vedere chi lo finanzia. E, a giudicare da quanto emerge oggi sui finanziamenti elettorali dei vecchi partiti alle ultime regionali, il quadro è desolante: oscure società svizzere, imprenditori condannati, petrolieri, la longa manus dei partiti e, in alcuni casi, una totale opacità nei conti”. Ecco il nuovo attacco del MoVimento 5 Stelle contro centrodestra e centrosinistra.
“La fotografia restituita dalle rendicontazioni elettorali 2015 è lo specchio fedele di cos’è oggi il Partito Unico – tuonano i pentastellati – E, di come, a distanza di oltre 20 anni dal referendum del 1993 sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abbia trovato il modo di aggirare quanto sancito dal voto popolare. Se la lista dei sostenitori di Toti assomiglia più a un comitato d’affari che a una rendicontazione elettorale, quella di Pd e Paita è addirittura indecifrabile, oscura, priva di ogni riferimento specifico dietro il generico comitato di partito, mentre Rete a Sinistra si conferma – anche economicamente – l’ennesimo laboratorio politico nazionale pagato profumatamente da Sel”.
“I cittadini liguri ora hanno uno strumento in più per valutare le azioni politiche della coalizione d’affari al governo della regione, per smascherare gli interessi che potenzialmente si muovono dietro un decreto legge, un provvedimento o anche un semplice emendamento. È così che la vecchia politica ha portato il paese e la Liguria nelle sabbie mobili in cui siamo oggi, anteponendo gli interessi di pochi (ma ben pagati) alle reali esigenze del territorio e dei cittadini”.
