Genova. La chiusura di piazza De Ferrari con l’impiego di personale della polizia municipale, Aster e la deviazione dei bus Amt costa circa 1200 euro al giorno. E da quella chiusura non si può prescindere perché in caso di incidente stradale sarebbe il comandante dei vigili a finire nei guai. E per Tursi sostenere questo costo per 90 giorni è impossibile. Non solo: “Anche la chiusura della fontana e delle luci per 90 giorni ci sembra una forzatura – spiega l’assessore comunale Gianni Crivello – per cui noi proponiamo che gli eventi siano contenuti dal venerdì alla domenica e per i restanti giorni ci siamo resi disponibili a trovare altri luoghi dove proiettare video di promozione del territorio”. Crivello questo pomeriggio si è confrontato o, meglio, scontrato sul tema in un dibattito televisivo con l’assessore regionale Ilaria Cavo che ha ribadito però che il pacchetto è organico, del tipo prendere o lasciare.
Ma il dibattito si sposta anche a palazzo Tursi o meglio nei corridoi dove il capogruppo dell’Udc Alfonso Gioia scherza: “Ma allora perché non chiudiamo anche l’aeroporto visto che le luci degli aerei possono disturbare gli automobilisti che transitano in sopraelevata?”. Anche la capogruppo del Pdl Lilli Lauro ribadisce: “E’ assurdo rinunciare a un’iniziativa del genere”. Dopo l’intervento di ieri della capogruppo in Regione Raffaella Paita, oggi il segretario genovese del Pd Alessandro Terrile si augura “che ci si sieda a un tavolo per trovare una soluzione”. Entra nel dibattito a gamba tesa anche il renziano Simone Regazzoni che si schiera con Toti e attacca la giunta: “La sinistra dei no è una sinistra perdente.Il maxischermo è una buona idea per Genova: realizziamolo. Doria e Crivello si sveglino”.
E anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi non contribuisce a stemperare gli animi: “La giunta Doria dimostra una volta di più l’esclusiva e impareggiabile capacità di sabotaggio delle iniziative altrui indirizzate a vivacizzare l’offerta di intrattenimento per i cittadini e i turisti, rilanciando anche l’indotto commerciale. È evidente che l’ostruzionismo del Comune di Genova verso il maxi schermo realizzato, con risorse private, dalla Regione Liguria sia dettato da gelosie e spirito disfattista proprio di una mentalità gretta e meschina”.
