Ilva, slitta la vendita. E a settembre per Cornigliano c’è il rebus del rinnovo dei contratti di solidarietà

Ilva, slitta la vendita. E a settembre per Cornigliano c’è il rebus del rinnovo dei contratti di solidarietà

Genova. Il comunicato del Governo è arrivato ieri sera. Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge (il decimo ormai sull’Ilva) che interviene sul procedimento di vendita, che assicura totale “centralità alla valutazione del Piano ambientale” rispetto al fattore economico e industriale delle offerte. In particolare, il termine per il deposito delle offerte passa dal 23 al 30 giugno e viene nominato dal Ministero dell’Ambiente un comitato di esperti che, entro 120 giorni dall’insediamento, dovrà esprimere un parere sulle eventuali proposte di modifica del piano ambientale presentate dai privati.

I tempi sembrano così allungarsi fino a fine anno (tutto dipende da quando si insedierà il comitato ambientale). Che cosa ha spinto il Governo a quest’ennesimo cambio di strategia? Le malelingue dicono che Renzi, che sta puntando tutto il suo futuro sul referendum di ottobre, non vorrebbe certo trovarsi migliaia di operai per le strade a protestare contro gli esuberi e quindi voglia tenere le bocce ferme fino al voto. Un altro elemento potrebbe essere che in estate il consiglio di stato deve pronunciarsi sul ricorso presentato dai Riva sulla vendita o, ancora, che i potenziali acquirenti abbiano chiesto più tempo e maggiori garanzie (anche per la restituzione nel maxi prestito da 800 milioni per il risanamento).

Per l’Ilva però si potrebbe porre nel frattempo un problema di liquidità visto che il gruppo perde circa 50 milioni di euro al mese. Non a caso il Governo con il decreto di gennaio aveva stanziato 300 milioni per la fase transitoria, soldi che servono anche e sopratutto a pagare gli stipendi degli oltre 15 mila dipendenti. Ma il rallentamento della vendita imporrebbe l’innesto nelle casse gestite dai commissari di altro denaro fresco. Li avrà questi soldi il governo? I sindacati hanno più di una preoccupazione sul punto e per questo Fiom, Fim e Uilm nazionale hanno chiesto un incontro urgente al governo.

» leggi tutto su www.genova24.it