Politica

Savona 2016, Arecco: “Ospedale di San Paolo, un’eccellenza da tutelare e fare crescere”

Savona 2016, Arecco: “Ospedale di San Paolo, un’eccellenza da tutelare e fare crescere”

Savona. “Il nosocomio savonese dovrà diventare centrale e baricentrico, sia per il popolato entroterra, sia per l’intera provincia”. Lo sostiene Massimo Arecco, consigliere comunale uscente e candidato come vice di Ilaria Caprioglio nelle file della Lega Nord.

“L’inaugurazione dei nuovi acceleratori lineari della radioterapia del San Paolo e la precedente attivazione della nuova risonanza magnetica della radiologia, avvenuta in quest’ultimo mese, pongono il nosocomio savonese in una posizione avanzata nella diagnosi e nella cura delle drammatiche patologie di questo secolo – spiega Arecco – Non c’è dubbio che la messa in connessione delle diverse specialità diagnostiche (radiologiche, anatomopatologiche, analisi) e terapeutiche (mediche, chirurgiche, oncologiche, radioterapiche, fisica sanitaria) forniscano al San Paolo un valore aggiunto per essere un importante polo di riferimento per le malattie tumorali. Un polo oncologico da salvaguardare e potenziare”.

“In questo momento storico in cui, per ragioni scientifiche ed economiche, tutti gli ospedali italiani andranno ‘riassettati’ a norma di legge, anche le risorse della sanità della provincia di Savona dovranno trovare una nuova e differente allocazione – sostiene il leghista – Le esigenze delle popolazioni locali non dovranno pertanto essere sacrificate dal necessario ed improcrastinabile riordino regionale, ma occorrerà trovare insieme, le giuste risposte in un nuovo ordine delle cose. La realtà della val Bormida, con le sue note criticità, ha già avuto una parziale risposta, nel rispetto della legge, prevedendo nell’ospedale di San Giuseppe di Cairo funzioni mediche e chirurgiche strettamente collegate con il nosocomio più vicino. La memoria di grandi chirurghi come Ferro e Cazzaniga, che, in altri tempi e con altre conoscenze scientifiche, svolgevano la loro professione con successo, permane viva ed attuale. Ma, oggidì, neppure Loro sarebbero riusciti, per ragioni medico-legali, ad operare in un contesto isolato, senza le specialità che possano garantire la sicurezza del paziente. Infine, occorre menzionare la già buona rete di emergenza territoriale, con il suo “118”, inventato proprio a Savona. Il servizio dovrà essere ulteriormente potenziato, trovando, nel pronto soccorso del San Paolo, la risposta alla maggior parte delle emergenze, in quanto coadiuvato da tutte le specialità dell’ospedale”.

» leggi tutto su www.ivg.it