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Savona, sequestrato lo “chalet” dei 5 Stelle: secondo la Municipale viola il silenzio elettorale

Savona, sequestrato lo “chalet” dei 5 Stelle: secondo la Municipale viola il silenzio elettorale

Savona. Domani si va al voto e, come prevede la normativa, oggi vige il “silenzio elettorale”. Nonostante questo, sul gazebo montato dal MoVimento 5 Stelle in piazza Sisto IV a Savona che in questi mesi ha svolto la funzione di point elettorale, stamattina continuavano a sventolare due bandiere del MoVimento, mentre gli attivisti proseguivano nella opera di volantinaggio. Due azioni che hanno attirato non poche polemiche sui social network, con accuse di scorrettezza ai pentastellati, ma soprattutto l’attenzione della Polizia Municipale, che ha provveduto al sequestro.

Fin qui i fatti “nudi e crudi”. Andando ad approfondire la questione, ci si immerge in un limbo fatto di norme, comma e interpretazioni che scaturisce da un problema di fondo: comprendere in maniera chiara che cosa significa “silenzio elettorale”. La norma è contenuta nelle legge n. 212 del 4 aprile 1956 e, al comma 1, vieta per la giornata di oggi (quella prima del voto) “i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda”.

Vanno allora stabiliti due punti: se quelle bandiere al vento rappresentano o meno una violazione, e se l’attività di volantinaggio è ammessa oppure no. Nel primo caso, nonostante l’indignazione di alcuni savonesi sui social network, la normativa è chiara: è vietata “la nuova affissione di stampati, giornali o altri manifesti”, mentre quelle bandiere sono lì da quasi due mesi. Per cui, anche volendole considerare alla stregua di un manifesto, le due bandiere non violavano il silenzio elettorale.

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