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Disgiunto, ma chi l’ha capito? Record di schede nulle a Savona

Disgiunto, ma chi l’ha capito? Record di schede nulle a Savona

Savona. Oltre 1000 schede non valide, quasi il 3,50% del totale: eccola, a scrutini ancora in corso, la vera notizia che emerge dal dato elettorale di Savona. Non è il primo posto di Cristina Battaglia, ampiamente preventivabile; non è l’approdo al ballottaggio, altrettanto previsto; non è l’astensionismo in crescita, dato che il trend prosegue da anni e ormai “non fa più notizia”. E’ invece la quantità di schede compilate in modo sbagliato dagli elettori.

Le schede nulle sono sempre esistite, tra l’elettore “arrabbiato” che al posto di votare scrive epiteti ingiuriosi, quello più goliardico che vota il calciatore preferito e l’anziano che fa confusione tra i simboli e le preferenze. Ed è proprio quest’ultima tipologia ad essere aumentata vertiginosamente in questa ultima tornata elettorale: in tanti, troppi hanno tracciato segni nei posti sbagliati.

Due le cause del “pasticciaccio brutto”: il voto disgiunto e la doppia preferenza di genere. Nel primo caso, per votare un sindaco e una lista che appoggiava un candidato diverso era necessario apporre due X, una sul nome del candidato e una sul simbolo; nel secondo caso, era possibile esprimere due preferenze, un uomo e una donna, ma sempre appartenenti alla stesa lista.

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