Cronaca

Ventimiglia, cronaca di una giornata di protesta: quando le mamme dicono “no”

Ventimiglia, cronaca di una giornata di protesta: quando le mamme dicono “no”

Ventimiglia. Quando le mamme dicono “no” è no. Ci volevano loro perché iniziasse la prima vera protesta dei residenti della città di confine. Una protesta – tengono a sottolinearlo – che nulla ha a che fare con il razzismo, ma è dettata, principalmente, da due motivi: il Palaroja, tensostruttura nella quale si vorrebbe accogliere i migranti, non è adatta per le alte temperature che si registrano al suo interno (oggi, senza sole, i gradi erano 40). E poi la vicinanza con le scuole: materna e nido d’infanzia oltre che medie ed elementari. Le mamme hanno paura.

“Non ce l’abbiamo con quelle povere persone che stanno sbattute per la strada”, dicono riferendosi ai migranti, “Però prima di tutto vengono i nostri figli. Non sappiamo chi sono, da dove vengono. Non conosciamo le loro condizioni di salute: a contatto con i bambini non li vogliamo. E poi quanti sarebbero sotto quel tendone di plastica?”.

Dalle 7,30 di ieri, il numero di mamme (e poi anche di papà e semplici cittadini) è cresciuto. “Siamo riusciti a far saltare il trasferimento di un giorno”, hanno dichiarato i residenti di Roverino quando ormai il sole era calato da un pezzo, “Ma questa non è una vittoria: dobbiamo continuare”. E per farlo hanno deciso di dare vita ad un presidio non stop, con veri e propri turni di guardia e notti all’addiaccio pur di bloccare il trasferimento dei migranti.

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