Genova. “Dopo anni di inattività, finalmente, il 21 maggio, ecco spuntare il trenino fra le curve di Sant’Antonino fino alla ridente località di Casella, passando per Sant’Olcese, dopo aver percorso 25 km di binari e attraversato ben 13 gallerie con un nuovo look, ma sempre con il suo inconfondibile e stridente rumore. Il risultato è stato raggiunto dopo mille inconvenienti e conseguenti ritardi, ma la ristrutturazione della tratta Genova-Casella è stata possibile grazie alla partecipazione dei cittadini e, di conseguenza, grazie alla volontà politica delle amministrazioni locali e di quella regionale”. Questa la prima parte della mozione presentata da Gianpaolo Malatesta, Consigliere Comunale Gruppo Misto, Clizia Nicolella, Enrico Pignone, Marianna Pederzolli, Barbara Comparini, Lucio Padovani Lucio, Antonio Gibelli, Chessa Leonardo. La proposta (già integrata ) è stata emendata da Guido Grillo, Antonio Bruno, Giampieero Pastorino e Paolo Putti.
“Il Comune di Genova, in qualità di socio unico di Amt e quindi gestore dell’infrastruttura, ha svolto un ruolo fondamentale lavorando in sinergia con la Regione che, fin dallo scorso ciclo amministrativo, ha creduto al ripristino del nostro amato Trenino. Il Trenino Genova-Casella rappresenta una risorsa importante anche in termini di mobilità urbana: la presenza delle fermate di Sant’Antonino e San Pantaleo, infatti, favorisce lo spostamento dei residenti verso il centro città”, si legge ancora nel documento.
La fermata di San Pantaleo (Antichi Trogoli) è non attiva, rappresenta una sosta molto importante perché è la più vicina alla strada sia in termini di distanza che di dislivello (barriere architettoniche) e la sua cabina è stata anche recentemente ristrutturata.
