Busalla. Subito strumenti per rendere compatibili azienda e territorio, informazione alla popolazione e rilevazioni sulla qualità dell’aria. Dopo due mesi esatti dall’incidente di Fegino, nel quale la rottura dell’oleodotto che collega il Porto petroli di Multedo a Busalla ha causato lo sversamento di 700 metri cubi di petrolio nel Polcevera, “Punto… a capo” prende posizione sulla vicenda sulla vicenda Iplom con una nota che affronta le diverse e complesse questioni oggi sul tappeto.
“Da tempo portiamo all’attenzione in varie sedi la necessità di adottare gli strumenti previsti per regolamentare e rendere più compatibile l’attività della raffineria e la Valle Scrivia. Le questioni della compatibilità territoriale e dell’impatto ambientale della raffineria non sono urgenze da rispolverare in occasione del momento emergenziale”, si legge.
I rappresentanti di “Punto… a capo” ribadiscono “la necessità di completare lo studio del Rischio di incidente rilevante, propedeutico alla redazione del Piano Urbanistico Comunale e di coinvolgere il più possibile in tale attività la popolazione e le associazioni di categoria presenti sul territorio. Siamo fermamente convinti che sia indispensabile prevedere, all’interno di tale studio, i Programmi Integrati di Intervento, strumenti che stabiliscano in modo chiaro e concreto le compensazioni dovute al territorio per le limitazioni urbanistiche ed ambientali derivanti da tale attività industriale”.
