Da Genova al via il tour dell’imbarcazione ambientalista a difesa dei mari e delle coste italiane. Legambiente: “È urgente avviare subito una verifica a livello nazionale sulle effettive condizioni degli impianti petroliferi presenti lungo la Penisola e sui relativi piani di intervento antinquinamento. Così come occorre procedere al più presto alla bonifica dell’area interessata dallo sversamento della Iplom in Val Polcevera a Genova”.
GENOVA – A due mesi dall’incidente dell’oleodotto a Genova, ancora non si conoscono i danni provocati dalla fuoriuscita di petrolio, né tantomeno sono stati resi noti i risultati della caratterizzazione necessaria e propedeutica per poter bonificare l’area. La Liguria è, però, soltanto l’ultimo esempio in ordine di tempo di piccoli e grandi disastri annunciati, che dimostrano quanto sia necessario ed urgente superare al più presto l’utilizzo delle fonti fossili per garantire la convivenza dei cittadini, la loro salute e quella dei sistemi ecologici vitali anche nelle nostre città, con le attività produttive e il lavoro. Per questo Legambiente chiede al Governo di impegnarsi contro il rischio di sversamenti nel Mediterraneo, avviando una verifica a livello nazionale sulle effettive condizioni degli impianti petroliferi presenti lungo la Penisola e sui relativi piani di intervento antinquinamento.
L’appello arriva dalla Goletta Verde, la storica imbarcazione ambientalista che da oggi riprende da Genova il suo viaggio lungo la Penisola per difendere i mari e le coste italiane. Un tour – realizzato grazie al sostegno del Consorzio obbligatorio degli oli usati (COOU) e dei partner tecnici NAU e Novamont – nel corso del quale saranno affrontate le vertenze più impellenti, come quella contro le fonti fossili che accompagnerà anche quest’anno l’imbarcazione in ogni porto o quella contro gli scarichi illegali e la mancata depurazione.
