Di Marco Ursano.
LA SPEZIA – Coinvolgimento dei luoghi più belli del Golfo dei Poeti e contaminazione tra generi artistici. Sono queste le cifre stilistiche del 48° Festival Internazionale del Jazz della Spezia, che si terrà dal 1 al 17 luglio prossimi. La Spezia, Portovenere, Lerici saranno le location di un cartellone in cui gli eventi di maggior rilievo, a parte il James Carter Hammond Trio, appartengono a mondi differenti rispetto al Jazz. L’headliner musicale sarà Giovanni Lindo Ferretti, un pezzo da novanta della storia musicale, e della cultura, italiana contemporanea, che si esibirà il 14 luglio allo Spazio Boss della Pinetina (azzeccata la scelta della location, un ponte tra pubblici di età e gusti diversi) in un concerto che ripercorre in chiave inedita il percorso musicale degli anni dai CCCP ai CSI. Spiccano anche le letture teatrali di Iaia Forte a Portovenere il 1 luglio, con testi di Francesca Marciano; di Beppe Servillo al Mirabello il 15, che racconterà il mondo noir napoletano di Maurizio De Giovanni; e quella di Anna Bonaiuto, a Lerici il 10, che affronterà i personaggi di Elena Ferrante.
Scelte di alto livello culturale e artistico, ma che appaiono come piuttosto casuali rispetto a un criterio di organicità con il tema di fondo del Festival che è, appunto, il jazz. Anche i più puristi, però, potranno ritenersi soddisfatti, perché gli appuntamenti più in linea con la musica afroamericana sono diversi e di suggestione. Segnaliamo il contrabbassista israeliano Adm Ben Ezra, in un “solo concert” in Piazza Mentana il 16 luglio; la Philadelphia Jazz Orchestra, big band formata da giovani elementi, che suonerà il 1 luglio a Portovenere e il 2 alla Spezia in Piazza Mentana; il quartetto di Javier Girotto il 3 luglio a Portovenere nella splendida cornice di Piazza San Pietro; e, naturalmente, il già citato ed imperdibile concerto di James Carter, uno dei più grandi sassofonisti del jazz internazionale.
