Sanremo. Non è certo un privilegio avere un parcheggio per disabili. Eppure Perluigi Rosti è prigioniero due volte: della sua carrozzina e della sua stessa città. Da quando, dal 1997 è disabile, il giovane sanremese sbatte contro muri di inciviltà. Come venerdì scorso quando recatosi, dall’Ospedale Borea di Sanremo per una visita, ha iniziato a cercare parcheggio. Un’odissea.
“Ho girato e rigirato più volte: gli unici due posti entrambi occupati così sono anche andato a chiedere informazioni dalla portineria. La risposta? Beh, lascia la carrozzina qui e parcheggia giù di sotto in quello a pagamento”. E quando ho fatto notare che la carrozzina sono le mie gambe, mi sono sentito dire “allora non so cosa dirle, chiami i vigili”. In una situazione analoga Pierluigi chiamò i vigili “che però mi risposero che il parcheggio interno dell’Ospedale non è di responsabilità loro e che avrei dovuto rivolgermi alla Direzione o alla portineria”.
Ma se Pierluigi avesse avuto un’urgenza? E questa è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché la difficoltà di trovare parcheggio dall’ospedale è anche in giro per Sanremo. “Sanremo ormai è una città invecchiata e con solo due strade, Via Roma e Corso Inglesi. E con tante auto che girano la gente per fare le proprie commissioni viene ingolosita dal posto riservato al disabile o del carico/scarico”.
