Altre News

Riflessioni da un luogo: i giovani e la città

Riflessioni da un luogo: i giovani e la città

Un passo dopo l’altro mi sono reso conto che nella nostra città, ma sono sicuro sia così in tutte le “nostre città”, non ci sono spazi e luoghi per i giovani. Nessuno scommette su questo enorme potenziale e lasciamo che il grande “gerontocrate” divori ogni forma di espressione giovanile. Basta il minimo rumore dato dal suono di uno strumento e si alzano proteste, si chiamano le forze dell’ordine, si “cacciano” insomma i ragazzi dagli spazi vitali che la città dovrebbe poter offrire loro.

A parte la fascia dei più piccoli che con i soliti e monotoni “giochi per bambini” terribilmente omologati, identici in gran parte del mondo e inseriti in ogni contesto che sia un parco, una piazzetta, un giardinetto, non siamo in grado di creare uno spazio dedicato all’espressione e al talento delle generazioni che crescono quasi obbligati a diventare writers per esprimere la loro arte, con il pericolo di finire denunciati o peggio, sotto qualche treno.

La creatività giovanile ha subito e subisce quasi una sorta di “espulsione dalla città” non pensando che si fa terra bruciata intorno ai giovani e al loro desiderio di espressione, azzerando la voglia di “giocare” e sperimentare momenti creativi, togliendo loro la ”cittadinanza”. Il gioco definito da Platone “ la forma più giusta di vita” sta alla base della creatività. Il gioco deve potersi vivere anche e soprattutto all’aperto, dove il senso di libertà accresce il senso espressivo.

» leggi tutto su www.riviera24.it