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Premio letterario di Lucca, vince Filippo Cartosio con “Turning Point”

Premio letterario di Lucca, vince Filippo Cartosio con “Turning Point”

Genova. C’è anche il giornalista Filippo Cartosio, addetto stampa della Città metropolitana di Genova, fra i 25 vincitori del prestigioso concorso letterario ‘Racconti nella Rete’, (www.raccontinellarete.it) collegato al Festival LuccAutori la cui XVa edizione si svolgerà a Lucca dal 24 settembre al 9 ottobre 2016: a conquistare l’autorevole giuria del Premio, presieduta dal fondatore Demetrio Brandi e composta da altri 14 professionisti del mondo editoriale, letterario, giornalistico, musicale e artistico (Chiara Lico, Ennio Cavalli, Marco De Angelis, Luisa Chiumenti, Mario Bernardi Guardi, Fabio Ranucci, Vittorio Castelnuovo, Edoardo De Angelis, Beatrice Raveggi, Anna De Castiglione, Elena Marchini, Gaudia Sciacca, Liliana Bilello,  Silvia Bello Molteni) è stata la vertiginosa e tumultuosa sperimentazione linguistica di ‘Turning Point’, lo spassoso e caustico racconto di satira sociale di Cartosio, che oltre ad entrare fra i 25 prescelti – su quasi 400 candidati da tutta Italia – che saranno premiati a Lucca sabato 8 ottobre e pubblicati in una raccolta edita da Nottetempo con cover firmata da Giampaolo Talani (anche in ebook), distribuita nelle librerie e presentata in varie città fra cui Genova, si è anche aggiudicato il secondo piazzamento nel Premio Buduar, destinato al miglior racconto umoristico e patrocinato dall’omonima rivista diretta da Dino Aloi e Alessandro Prevosto. Anche ‘Turning Point’, come gli altri racconti vincitori di ‘Racconti nella Rete’ 2016, farà da spunto per un’opera grafica, che sarà esposta dall’1 al 9 ottobre nella mostra ‘Racconti a Colori’, allestita a Villa Bottini nell’ambito di LuccaAutori.

‘Turning Point’, giocando sui toni del grottesco e del parodistico, contrappone con esilaranti effetti comici due universi professionali, anagrafici, sociali, culturali e geografici irriducibilmente incomunicanti, rappresentati attraverso l’uso parossistico e caricaturale dei rispettivi gerghi, lingue per iniziati utilizzate all’interno di ecosistemi identitari: da una parte, per mettere in scena l’apogeo e il tracollo professionale di Walter Fizzoni (‘il Fiz’), il rampante digital ad sales di WebbaWabbaAdvertsing, ecco un’esplosione di milanenglish, o italmarketing, o aziendalese manageriale, l’argot internazionale da consiglio di amministrazione o da presentazione ai clienti, in uso in generale fra i C-Level delle multinazionali basate a Milano e in particolare nel mondo della pubblicità, specialmente digitale; dall’altro lato, l’autore utilizza la minacciosa e magniloquente impersonalità e distanza del più spietato burocratese, coi suoi ottocenteschi echi di coercizione classificatoria, la sua polverosa immutabilità, la sua sclerotica vampirizzazione e devitalizzazione del reale, per rappresentare il plumbeo, atrofizzato e decadente mondo degli Uffici Centrali Unificati, all’interno dei quali si dibattono i generosi ma fallimentari tentativi dell’oscuro travet Orto Anelanti di liberarsi della plumbea cappa di ripetitività e stagnazione in cui sprofonda nella lugubre e gerontocentrica città di Semolinia, che sogna di abbandonare per intraprendere una brillante carriera di copy in una web agency della grande e sfavillante metropoli.

Il racconto di Cartosio, grazie anche alla vittoria al Premio ‘Racconti nella Rete’, che in 15 edizioni ha pubblicato i racconti di 375 autori molti dei quali poi entrati a pieno titolo e con grande successo nel mondo letterario, presto diventerà un romanzo ricco di personaggi e di intrecci narrativi di irrefrenabile potenza comica.

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