Liguria. “La situazione precaria in cui versa il Corpo Nazionale dei VVF risulta essere il frutto di continui tagli inflitti da decenni. Un turnover inesistente, la riforma pensionistica, la spending review hanno prodotto un sistema di soccorso che vede operatori con una età media di 50 anni e un rapporto cittadino soccorritore di 1/15.000”. La denuncia arriva ancora una volta dall’USB dei Vigili del Fuoco.
“Il riordino è la massima espressione di una riorganizzazione che pensa ai vigili del fuoco come una spesa e non una risorsa essenziale di garanzia nella tutela e salvaguardia delle persone e del territorio, quindi fondamentale per un paese sviluppato. La “produttività del soccorso” ha dettato i numeri in base agli interventi e questo ci ha allontanato enormemente alle medie europee che vedono 1 soccorritore ogni 1000 abitanti” afferma ancora il sindacato.
“L’emergenza è diventata una quotidianità e il sistema entra in sofferenza ogni volta che contemporanea avvengono più interventi. Niente formazione, niente ricambio di mezzi, niente risorse economiche…queste sono le regole dettando un lavoro ai limiti della sopravvivenza dove l’elemento di usura risulta essere sempre la base: i soccorritori. Questo ha prodotto la chiusura del Nucleo Sommozzatori di La Spezia, la trasformazione di distaccamenti in presidi e un abbassamento dei livelli di sicurezza per gli operatori ed i cittadini. Il soccorso Nautico Ligure è composto da un equipaggio a la spezia due a Genova e uno a Savona, nella normalità uno di Genova e Savona risultano chiusi per mancanza di uomini con un abbassamento dei livelli di sicurezza nei porti inaccettabile”.
