Imperia. Lo stato di agitazione, per ora resta sospeso, ma l’atmosfera tra corsie e reparti ospedalieri dei nosocomio sotto il controllo dell’Asl 1 dell’Imperiese, è tutt’altro che distesa. Oggi nuovo incontro di tre ore e mezza, dopo quello auspicato dal prefetto, tra i vertici dell’azienda e i sindacati. Sul tavolo la gestione cosiddetta d’emergenza. L’Asl sostiene che il fabbisogno per far funzionare la macchina è di 40-45 unità. Dove possono essere reperiti i dipendenti? Come in un gioco di scatole cinesi si cerca personale nelle strutture: togli e metti. Una grande operazione di travaso che non soddisfa i sindacati. La settimana prossima è già fissato una riunione con la Rsu, poi con i lavoratori e il 26 altre trattative con i vertici dell’Asl.
Ma finalmente dall’azienda si capisce che 11 di 38 lavoratori “amministrativi” possono essere inseriti come addetti ai servizi ambulatori. Si possono reperire anche 6 Oss dall’unificazione del Caup e dell’Spcr di Bordighera. Dalla chiusura anticipata del “day surgery” non ad agosto, ma a luglio, ecco che saltano fuori altri 18 dipendenti. Arriverebbe anche un regalino dalla Regione con una quindicina di interinali ma per un tempo massimo di tre mesi e si parla anche di una ventina di infermieri a tempo determinato dei quali però non vi è ancora certezza ufficiale.
E i sindacati? “Schema lacunoso, insufficiente – rispondono – Non vogliamo che in questo complesso gioco di scatole cinesi si assista anche ad un effetto domino che possa comportare disservizi anche per l’utenza e non soltanto tensioni tra gli stessi lavoratori che devono essere tutelati – dice Nico Zanchi, segretario della Fp Cisl – Quello che chiediamo? Ovviamente soluzioni definitive e non “tampone”. Per una corretta gestione dei servizi ospedalieri è sicuramente necessario assumere il personale e non continuare a travasare dipendenti da una struttura all’altra. Si arriva al classico sistema della coperta corta che non convince e che penalizza l’efficienza di tutti i comparti”.
