Genova. E’ uno scontro sempre più totale quello che contrappone Simone Regazzoni, esponente Pd e candidato alle primarie per la carica di Sindaco, e il segretario del partito genovese Alessandro Terrile. Ieri le durissime parole di accusa del secondo erano arrivate durante la presentazione della Festa dell’Unità, oggi il primo risponde sullo stesso tono.
“Non so se questo Terrile che inveisce contro di me, in una giornata in cui ciascuno avrebbe dovuto imporre a se stesso il silenzio, sia lo stesso che, all’epoca delle regionali, prima andò alla ricerca del candidato Cofferati e poi, quando la situazione sfuggì di mano, si rintanò nel listino per provare a entrare in Regione. Immagino di no: altrimenti avrebbe il buon gusto di pesare di più le parole. Non so se questo Terrile sia lo stesso che da Segretario avrebbe dovuto fare da sprone politico alla Giunta Doria, mentre da Doria non è nemmeno riuscito a farsi dire se si ricandiderà o meno. Immagino di no: altrimenti dovrebbe impegnarsi a fare autocritica piuttosto che criticare altri. Non so se questo Terrile sia lo stesso Segretario di un Partito che ormai a Genova ha perso voti e il contatto con la realtà dei problemi delle persone, a partire dalle periferie. Immagino di no: altrimenti parlerebbe di problemi concreti e soluzioni, e non perderebbe il suo tempo a polemizzare con un semplice iscritto come me”.
“Il Terrile che sento parlare – continua – mi pare una persona che ha perso il controllo, non solo politico, di quello che dice. Per una ragione ben precisa: perché ha paura. Terrile ha paura che per lui e per il vecchio apparato del Pd genovese sia arrivato il momento di un vero confronto politico. Così Terrile, invece di confrontarsi sul merito delle questioni che ho posto e che toccano da vicino la vita dei genovesi, si agita in modo convulso come un pugile suonato che sente arrivare il ko e mena colpi a vuoto, pronto, se è il caso, a mordere l’orecchio dell’avversario. Di questo mi dispiace per Terrile e per il Pd. Non è un bello spettacolo preferire l’arroganza della polemica alla forza persuasiva del confronto. Io resto dalla parte del confronto. E delle primarie. Convinto che una politica intrisa di paura del confronto sia una politica perdente anche quando pensa di vincere. Ma in tutta sincerità devo dire che capisco: io capisco Terrile e quindi non sono offeso dalle sue parole fuori controllo”.
