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Regione, Rete a Sinistra contro la nuova legge sulla caccia: “I boschi confiscati per l’attività venatoria”

Regione, Rete a Sinistra contro la nuova legge sulla caccia: “I boschi confiscati per l’attività venatoria”

Regione. Oggi il consiglio regionale ha votato il progetto di riforma della legge sulla caccia. Un provvedimento che secondo Rete a Sinistra presenta “numerosissime zone d’ombra”.

Dice Gianni Pastorino: “Anzitutto siamo in presenza di una proposta di legge, e non di un disegno di legge; un testo che quindi non proviene dalla giunta ma da un gruppo di consiglieri capitanati dalla Lega. La differenza non è banale: perché è la prima volta dall’inizio legislatura che una proposta di legge è votata senza che in commissione vi sia stata una sola audizione delle parti interessate; zittite sia le associazioni venatorie sia le associazioni ambientaliste e per la tutela del territorio. Il centrodestra mette il turbo e porta il PdL in aula per direttissima: è evidente la forzatura. I leghisti dovevano darsi una mossa ad accontentare qualcuno?”

Molte le criticità evidenziate: “Anzitutto la questione del foraggiamento: l’articolo 3 appare in contrasto con l’articolo 7 della legge nazionale 221/2015 che qualifica come reato contravvenzionale qualunque forma di foraggiamento degli ungulati che non sia finalizzato al loro effettivo controllo – chiarisce Pastorino – E poi l’articolo 8, che prevede una strampalata sanzione per possibili ‘disturbatori’ dell’attività venatoria: verosimilmente escursionisti, fungaioli, agricoltori, taglialegna. Le persone che vivono il bosco per economia o per semplice passatempo. Una regola, quest’ultima, del tutto estranea alla normativa di settore sia statale sia comunitaria. Ma non è una novità, ci avevano già provato in passato. Peraltro non si capisce chi applicherebbe le sanzioni, vista la pervicace azione distruttiva che questa giunta ha fatto della polizia provinciale”.

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