Sanremo. Il 26 settembre di quarantatré anni si spegneva una delle attrici più celebri del cinema italiano, Anna Magnani. Artista di razza, donna fiera e selvaggia, colei che il prestigioso settimanale americano considerava “divina, semplicemente divina”, e che il primo uomo nello spazio, Jury Gagarin, non esitava a salutare mentre orbitava intorno alla Terra.
La Magnani è ancora oggi considerata il simbolo del grande schermo nazionale nel dopoguerra. Eterne resteranno le sue interpretazioni da Roma o Bellissima a La rosa tatuata o ancora Mamma Roma, dove, come solo un’eroina dotata della femminilità più carismatica avrebbe mai potuto fare, alternava con immensa umanità l’umorismo graffiante alla drammaticità profonda. Ancora oggi Nannarella è il volto irregolare e affascinante di quell’Italia degli anni Cinquanta scalza e senza virtù, che urlava al riscatto abbandonandosi alla vita con l’occhio tanto fragile quanto ironico.
E noi vogliamo ricordarla così, quando il 21 dicembre 1953 debuttava al Teatro dell’Opera del Casinò in Chi è di scena?. Uno spettacolo di Michele Galdieri con Carlo Giuffrè, Sante Simeone e Giulia Pittaluga, soltanto per citare alcuni attori, che purtroppo non guadagnò il successo sperato. Come scrive Matilde Hochkofler nella monografia dedicata, “solo la bravura di Anna Magnani riuscì a strappare il caloroso applauso del pubblico”. Il suo “leggendario vigore agonistico” non cedette e addirittura impersonò magnificamente i vari ruoli iscritti nei quadri che componevano la rivista teatrale: “Era la figliastra in I sei personaggi in cerca d’autore, la protagonista di la Passeggiata di D’Annunzio, la Goulue in … E Toulouse-Lautrec, la Dea Roma di I castigati, Alice in E Alice che non si meraviglia più, la Cerbiatta nel Sogno di una notte di mezza estate”.
