Imperia. In Liguria sono 182.516 i pensionati che percepiscono una pensione superiore a 3 volte il minimo, dei quali 110.324 in provincia di Genova, 17.464 in provincia di Imperia, 23.570 in provincia di La Spezia e 31.158 in provincia di Savona. È questo il livello di reddito oltre il quale si applicano le penalizzazioni previste dalla Legge 214/2011, ovvero il blocco dell’adeguamento annuale al costo della vita. “Di questi – sottolinea una nota dello SPI, sindacato pensionati della Cgil -, circa 10 mila si sono recati presso le nostre sedi e, senza alcun esborso tranne il costo della raccomandata, hanno spedito alla sede Inps di competenza la lettera di diffida che serve a interrompere i termini della prescrizione, che scadranno il 31 dicembre 2016.
L’interruzione dei termini è indispensabile – ribadisce il sindacato – per fruire dei benefici derivanti da un’eventuale pronuncia favorevole da parte della Corte Costituzionale. Invitiamo quindi tutte le pensionate e i pensionati che nel 2011 percepivano una pensione (o più pensioni) che, complessivamente, era superiore a 1.405,05 lordi euro (pari a circa 1.129,27 netti) a rivolgersi alle nostre sedi, per compilare la lettera di diffida da inviare alla competente sede INPS con lettera raccomandata, al fine di tutelarsi e mettersi nella condizione di accedere ai futuri possibili benefici”.
Nell’agosto scorso il Tribunale di Genova si era pronunciato in merito a uno dei ricorsi pilota presentati su indicazione del sindacato pensionati Cgil, nel quale si poneva la questione della legittimità costituzionale del decreto Poletti, che interveniva per evitare l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale, nella quale si dichiarava l’incostituzionalità del blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori a 3 volte il minimo, stabilita dalla Legge 214/2011. Il tribunale di Genova ha dichiarato il ricorso “ragionevole e non manifestamente infondato” ed ha trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale per una valutazione di merito.
