“Finalmente libera da un incubo”, parla la donna maltrattata per 5 anni dal marito condannato a Imperia

“Finalmente libera da un incubo”, parla la donna maltrattata per 5 anni dal marito condannato a Imperia

Imperia. Tre anni e quattro mesi di reclusione ben poca roba rispetto alle violenze, ai soprusi alle umiliazioni subite per cinque anni consecutivi da A., scoppiata in un pianto liberatorio dopo che l’ex marito Z.A., di Imperia, è stato condannato a tre anni e quattro mesi per resistenza a pubblico ufficiale e maltrattamenti in famiglia. “Per me – racconta affiancata dal suo avvocato Eva Rocca, ex legale del Centro antiviolenza di Imperia – è stata davvero la fine di un incubo che non sembra avere fine. La notte dormivo poco, pensavo solo a mio figlio nato nel 2007, alle violenze che subivo da quell’uomo che avevo sposato e che invece mi ha offesa, umiliata e minacciata anche di morte”.

Per cinque anni, dal 2007 al 2012, ogni giorno la stessa storia: “Beveva, beveva tanto, ma aveva iniziato anche a drogarsi dopo un periodo tranquillo. Avevo appena partorito quel bimbo che desideravo tanto – racconta – mi ha preso a calci, mi ha costretta a fare l’amore contro la mia volontà. Subivo ogni giorno un’umiliazione da quello che ritenevo poter essere un buon padre di famiglia”.

Oggi era in aula. E’ rimasta in silenzio per tutta l’udienza. Seduta a fianco del suo avvocato ha stretto con tutta la sua forza il manico dell’ombrellone quando il giudice Domenico Varalli ha letto la sentenza che condannava l’uomo a 3 anni e 4 mesi. Dovrà pagare anche 25 mila euro come risarcimento dei danni. Quasi certamente farà appello, dopo che il suo avvocato Erminio Annoni, leggerà le motivazioni della sentenza pronte entro novanta giorni. “Casi come questi – dice Eva Rocca, l’avvocato che ha difeso A. – succedono spesso in provincia di Imperia. Più volte, come legale del Centro antiviolenza mi sono presentata in tribunale per assistere donne violentate o vittime di soprusi. Questo di oggi è davvero un caso limite: l’imputato era un soggetto pericoloso, basta pensare che anche dopo la separazione coniugale, non ancora conclusa, ha maltrattato anche una nuova compagna. Lo hanno arrestato ed è tornato in libertà. Non ho parole”.

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