Il ricordo di Giorgio Pagano, ex Sindaco della Spezia.
LA SPEZIA – Quando ho saputo, contemporaneamente, che avevamo perso il premio Nobel Dario Fo e che Bob Dylan aveva ricevuto lo stesso premio ho provato insieme dolore e gioia. E ho pensato che una profonda “giustizia poetica” unisse i due fatti e due artisti diversissimi tra loro, ma legati da una creatività che ha radici profonde nelle culture popolari: i giullari italiani e i vagabondi americani. Subito dopo il ricordo è andato alla forte impronta lasciata da entrambi a Spezia.
Per molti “Mistero buffo”, il capolavoro di Fo che resterà per sempre nel teatro mondiale un vertice impareggiabile, fu portato in scena per la prima volta proprio nella nostra città, al Teatro Monteverdi, il 1° ottobre 1969. Per altri la prima fu invece a Sestri Levante. In ogni caso l’opera mosse i primi passi da noi. Era una mescolanza di suoni e toni, idiomi reali e inventati: il grammelot. Una “giullarata popolare del ‘400”, ispirata dai vangeli apocrifi e dalle storie popolari sulla vita di Gesù, poi ogni volta arricchita di monologhi tratti da racconti del Medioevo italiano ed europeo. Negli anni successivi “Mistero buffo” approdò più volte, arricchito di nuove storie, al Teatro Civico, fino alle due memorabili serate del 9 e 10 novembre 1985. Fo lavorò poi alla Spezia per tre settimane nel novembre 1990, per provare al Teatro Astra lo spettacolo “Zitti, stiamo precipitando”, la cui anteprima nazionale fu all’Astra il 21 novembre 1990.
