Ventimiglia. Una bara chiara e tanti fiori rose, ranuncoli e gigli bianchi in mezzo alla navata della chiesa di Sant’Antonio delle Gianchette e poi silenzio, dolore e preghiere per la sedicenne eritrea, Milet Tasfamariam Berhal, che la settimana scorsa ha trovato la morte mentre sognava l’Europa in una galleria dell’Autofiori, poco oltre il confine di Stato.
A Ventimiglia oggi è stato il giorno dell’addio per la giovane immigrata che era stata travolta e uccisa da un camion in una galleria a soli quattro chilometri da Mentone. Una tragedia avvenuta sotto gli occhi dei fratelli che oggi hanno partecipato alle esequie.
E’ stato il vescovo di Sanremo-Ventimiglia Antonino Suetta a dare la sua disponibilità a celebrare i funerali della giovane migrante investita da un tir sul confine nella chiesa delle Gianchette. E lo stesso presule sanremese a celebrarli davanti a centinaia di persone con gli occhi fissi su quella bara davanti al’altare dove c’era anche don Rito Alvarez.
