“Se sono bravo non è necessario farlo sapere, va da sé che i clienti lo sappiano e vengano da me”. Questa era la mentalità degli anni ’80, ’90 e forse anche del primo decennio del nuovo millennio. La convinzione di fondo era che comunicare e promuovere la propria attività era disdicevole, una pratica di estranea alla libera professione.
Oggi, le cose sono cambiate. Essere professionisti bravi, preparati, esperti può e deve sposarsi perfettamente con la bravura nel saperlo comunicare agli altri. Oggi più che mai se sono bravo, specializzato e ho delle competenze o caratteristiche particolari che servono a distinguermi dalla “massa” dei migliaia di colleghi agli occhi dei clienti è utile farlo sapere e farlo sapere in modo efficace, mirato ed elegante. Se non comunico cosa so fare, come e perché non esisto nel mercato, questo oggi è l’imperativo. I clienti comprano la capacità che ha il professionista di distinguersi, di aggiungere valore al prodotto o servizio che offre.
Il personal branding è lo strumento per il professionista per farsi conoscere. Il personal branding è il processo attraverso il quale un professionista definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che lo contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale (brand) , che comunica poi nel modo che reputa più efficace.
