Genova. Nella gara bandita dal Cociv per il cosiddetto “Lotto Serravalle” sarebbe stata scelta dal general contractor Cociv l’azienda che ha disposto una spesa di quasi un decimo più bassa dei concorrenti per la sicurezza interna, cioè per la sicurezza dei lavoratori.
E il fatto che i funzionari del Cociv non facciano la verifica di quest’anomalia nell’offerta e decidano di procedere all’assegnazione della gara alla Grandi Lavori Fincosit fa scrivere al gip Cinzia Perroni che “le preoccupazioni di tutti gli interlocutori confluiscono chiaramente verso la necessità di regolarizzare sotto il profilo solo formale i numeri dell’offerta anziché riguardare il problema sostanziale di una incongruità previsionale in un settore delicato e nevralgico come quello della situazione dei lavoratori”.
Questo configura per il gip genovese il reato di turbativa d’asta. In pratica la Grandi Lavori Fincosit aveva stimato per la sicurezza un importo di 93 mila euro su una base d’asta complessiva per la gara di 189 milioni, una cifra ben lontana dalle tabelle, come dice Giuliano Lorenzi, uno dei funzionari Cociv intercettati e finito ieri agli arresti domiciliari: “Secondo le tabelle che si usano di solito sono circa il 5 per mille dell’importo dei lavori”. Così è per le altre due aziende in gara, la Toto che arriva seconda alla gara ma mette sul piatto per la sicurezza un importo di 680 mila euro e la Claudio Salini, terza,con 750 mila euro.
