LA SPEZIA – Le ricorrenze religiose di inizio novembre affollano ogni anno le chiese quasi alla pari delle grandi festività di Natale e di Pasqua. E’ l’antica tradizione della Chiesa che, nel periodo che prepara l’inverno, rivolge la propria preghiera a coloro che – già santi e defunti – costituiscono con noi la “comunione dei Santi”. In diocesi, le due ricorrenze vedranno come ogni anno alcune importanti celebrazione presiedute dal vescovo nelle due principali città vescovili, Spezia e Sarzana. Per la solennità di Ognissanti, che quest’anno cade martedì e che è festa di precetto, monsignor Luigi Ernesto Palletti celebrerà alle 10.30 la Messa pontificale nella cattedrale di Cristo Re alla Spezia, e lo farà poi anche alle 18 a Sarzana, nella basilica concattedrale di Santa Maria Assunta. Il giorno seguente, commemorazione dei fedeli defunti, il vescovo sarà alle 9.30 al cimitero urbano dei Boschetti alla Spezia, dove celebrerà la Messa di suffragio di tutti i defunti nella cappella di Cristo Redentore. Nel pomeriggio alle 15 lo farà a Sarzana, celebrando la Messa nella cappella dei vescovi e dei canonici che si trova nel cimitero urbano. Tutti i fedeli sono ovviamente invitati ad intervenire a queste celebrazioni. Ma, da alcuni anni, anche la vigilia di Ognissanti – ovvero l’ultima sera di ottobre – ha visto alla Spezia prendere diffusione una iniziativa di carattere religioso promossa dall’Unitalsi, ovvero l’associazione che si occupa e si preoccupa dei pellegrinaggi diocesani a Lourdes e in altri santuari mariani. In pratica, si tratta di un pellegrinaggio mariano a livello cittadino, che intende chiudere nel migliore dei modi il mese di ottobre, che è il mese che la Chiesa dedica alla preghiera mariana per eccellezza, il Rosario. Anche a questa bella iniziativa parteciperà il vescovo Palletti. L’appuntamento è alle 21 di domani sera nella chiesa parrocchiale di San Pietro a Mazzetta, dove esiste l’altare dedicato alla Madonna di Lourdes e presso la quale ha sede la sezione spezzina dell’Unitalsi. Di lì, guidati dal vescovo, sacerdoti, religiosi e fedeli percorreranno via Veneto, sostando qualche minuto davanti all’ospedale civile, sino a piazza Europa, per concludere la recita comunitaria del Rosario nella cripta della cattedrale di Cristo Re.
UNA VITA AL SERVIZIO DELLA CHIESA
Il 23 ottobre ha compiuto novantuno anni l’arcivescovo Angelo Acerbi (nella foto), per lunghi anni nunzio apostolico. Nativo di Sesta Godano, torna spesso nella sua terra di origine ed anche di recente ha tenuto gli esercizi spirituali a Bocca di Magra. Così lo abbiamo intervistato.
Eccellenza, qual è il ricordo più bello della sua lunga attività al servizio della Santa Sede ?
Ricordi ce ne sono tanti, è il privilegio di aver vissuto una vita lunga. Da un punto di vista panoramico direi la Nuova Zelanda e le Isole del Pacifico, era il 1974 e fu il mio primo incarico da Nunzio Apostolico. Ricordo una natura incontaminata, l’Oceano sterminato e la semplicità degli abitanti che mi fece ricordare i racconti dei primi esploratori europei. Da un punto di vista della mia attività diplomatica direi forse la Colombia; in particolare la visita di Giovanni Paolo II del 1986 durante quale cessarono tutti i conflitti nel Paese – i sette giorni bianchi – furono un momento molto intenso ed emozionante.
