Ospedaletti. Ha solo 12 anni ma un grande talento per il pianoforte e soprattutto tanta grinta e determinazione. Debora Orsino si presenta così, senza filtri, dimostrando tutta la sua contagiosa passione per la musica: “Sono nata a Nizza in Francia, ho 12 anni e vivo ad Ospedaletti dove frequento la seconda media. Suono il pianoforte da circa due anni e faccio danza classica e moderna. Se racconterà la mia storia mi farebbe molto piacere perché in questa zona la musica classica è poco apprezzata e valorizzata. E sarebbe bello che magari leggendo altri giovani si avvicinassero al pianoforte”.
E allora eccola, la storia di Debora, che nonostante la giovanissima età non manca certo di intraprendenza.
Debora Orsino si è avvicinata allo studio del pianoforte due anni fa e fin da subito ha iniziato ad entrare in contatto con il mondo della solidarietà. “Due anni fa ho conosciuto i genitori di Matteo Maragliotti”, racconta Debora, “Un talentuoso ballerino di hip hop mancato a soli 15 anni. In suo ricordo, la mamma Sabrina e il papà Franco organizzano un Talent Show in cui i giovani artisti possono partecipare ed esprimere così la loro arte sotto forma di musica, danza e canto. Con questo evento si crea un ponte di solidarietà perché il ricavato dello spettacolo viene destinato ad un progetto per aiutare i bambini della Sierra Leone”.
E così per due anni consecutivi, la giovane pianista ha partecipato al concorso, arrivando in finale in entrambe le occasioni. Oltre al talent show in ricordo di Matteo Maragliotti, Debora Orsino si è già fatta conoscere anche in concorsi pianistici internazionali: il “Rovere d’oro” di San Bartolomeo e il “Città di Alessandria”, ottenendo rispettivamente il terzo è il secondo premio.
“Attualmente frequento la Scuola MusicArte di Camporosso, dove studio con il maestro Fabio Barigazzi che mi sta preparando per dare il mio primo esame in conservatorio”, racconta Debora che, per arrivare preparata a questo primo importante appuntamento, studia due ora al giorno, dopo i compiti: “Spesso “litigo” con gli spartiti”, dice, “Ma quando dopo tanta fatica raccolgo il frutto dei miei sacrifici la soddisfazione che provo è indescrivibile”.
