La storia e la leggenda dell’Albergatrice dell’ospedale di Cervo nel secolo XIII

La storia e la leggenda dell’Albergatrice dell’ospedale di Cervo nel secolo XIII

Cervo. A Cervo esisteva nel XIII secolo una sorta di ospedale posto in uno dei caseggiati della attuale salita al Castello, allora unica strada del Borgo. In sostanza era ubicato all’esterno del Borgo. La pianta rileva nei diversi secoli lo sviluppo del Borgo e lo colloca tra seconda e terza porta marina.

Probabilmente furono i Cavalieri di Rodi a fondarlo come “susceptiones”, cioè ospizio per viandanti poveri in epoca carolingia, o forse dai Gerosolimitani sempre in quel secolo XIII. L’amministrazione era affidata ad una società religiosa intitolata al S.S.Sacramento. I locali risultavano composti da tre camere, una cucina, un magazzino, una bottega e accanto la casa dell’Albergatrice. Il tutto arredato con povera roba: pagliericci, materassi, letti a cavalletto, cuscini, coperte, lenzuola, padelle e panche per sedersi. Infine un libro dove annotare i debitori.

Così spiega la storia Luigi Diego Elena, storico e studioso locale: “La qualifica di Albergatrice era data alla custode di questo ospedale secondo gli ordinamenti dell’epoca “in quo recipiuntur pauperes” ovvero “in cui i poveri sono ricevuti”. Si può quindi pensare che in questo luogo siano stati alloggiati viandanti di passaggio ed anche poveri del paese privi di sostentamento. Del nome dell’Albergatrice e delle sue discendenti colleghe poco si ricorda. Probabilmente venne assegnato ad ognuna di loro un soprannome. Il più in voga era Zabetta. In dialetto corrisponde a pettegola sullo stile e contenuti della Perpetua manzoniana. Su Zabetta aleggia ancora una storiella legata ad un fatto che risaliva alla notte dei tempi che furono. La raccontò lei stessa ed arrivò a noi”.

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