Diano Marina. Nell’estate del 1946 Diano Marina fu colpita da una grave epidemia di tifo. “Quest’anno corre il settantesimo anniversario di quel triste avvenimento, che purtroppo – a nostro avviso – sta passando sotto silenzio. Come gruppo consigliare “Diano Riparte” proponiamo quindi che l’Amministrazione comunale si faccia promotrice di un intervento non certo celebrativo di un evento negativo, ma semplicemente per ricordare le 891 persone colpite dal morbo e le 61 vittime che causò.
Era l’estate e del 1946. Improvvisamente alcuni abitanti di Diano Marina lamentarono forti febbri e disturbi gastrointestinali. L’epidemia si diffuse rapidamente, complice il caldo estivo. Nel giro di un paio di mesi, furono colpite 891 persone, e di queste 61 morirono (dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Interno). Forse i morti furono di più per il semplice motivo che, almeno all’inizio, alcune persone colpite erano fuggite da Diano Marina, e di loro non si è saputo più nulla.
La causa dell’epidemia venne identificata ufficialmente nell’inquinamento dei pozzi superficiali del civico acquedotto situati nel Campo Fiorito, dove tuttora esiste una vasca di accumulo, peraltro disattivata. Smentita la notizia, pubblicata allora da alcuni giornali, che l’inquinamento fosse stato provocato da alcuni cadaveri di soldati tedeschi sepolti vicino all’acquedotto. L’inquinamento era semplicemente stato provocato dal fatto che il fontaniere aveva omesso di gettare nella vasca dell’acquedotto i consueti quantitativi di cloro previsti per la potabilizzazione.
