Parlare dell’Azienda Agricola Biologica “Casale Nibbi” che si trova in una piccolissima frazione di Amatrice, Nibbi, appunto, significa innanzitutto partire da una sfida: produrre mele e ciliegie a oltre mille metri di altezza sul livello del mare, con l’ambizione di creare un frutteto di grandi dimensioni e gestito con tecniche da essere paragonate a quelle del Trentino.
Un sogno iniziato nel 1992 e oggi diventato realtà. Lunghi filari di piante di melo – ben 15 varietà – e tre ettari di terreno destinati a ciliegeti “tardivi” che offrono i succosi rossi frutti in agosto. Sembra di trovarsi in Val di Non, invece siamo ad Amatrice.
Dovremmo dire, forse, “eravamo”, visto il catastrofico sisma che si è abbattuto in questi due mesi sull’Italia Centrale. Ma Amelia, giovane donna di 32 anni che insieme alla sorella, al fratello e ai genitori gestisce l’azienda non ha nessuna voglia di mollare. Ama questa azienda che da cinque generazioni opera nel settore agricolo zootecnico, combinando le antiche tradizioni con gli strumenti offerti dal progresso tecnologico e ponendosi in posizione di avanguardia nel tessuto economico locale.
