Genova. Arriva questa mattina in consiglio regionale la protesta dei dipendenti liguri di TIM, oggi in agitazione per denunciare la disdetta unilaterale dell’accordo aziendale; una manovra che taglia i salari e riduce i diritti dei lavoratori. Rappresentanze sindacali incontrate dai capigruppo.
“Una decisione oscena e inaccettabile: TIM fa pagare ai lavoratori la sua sconsiderata politica dei tagli, imponendo una riduzione del costo del lavoro pari a 1,6 miliardi di euro – dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino a margine dell’incontro -. Zero investimenti, un gap tecnologico impressionante ancora da colmare rispetto agli altri Paesi economicamente avanzati, nessun piano industriale credibile, gestione opaca e conseguenti sanzioni dal garante delle telecomunicazioni; però premi e buone uscite milionarie per i manager. Il vertice aziendale va alla deriva; e cosa pensa bene di fare? Punire i dipendenti, chi proprio non ha colpa in tutta questa situazione”.
“C’è un risvolto scandaloso, come se non bastasse: i sindacati fanno sapere che il buon esito della manovra da 1,6 miliardi produrrà un premio di risultato di 55 milioni di Euro per il management – prosegue Pastorino – TIM applica diligentemente la dottrina delle multinazionali: coprire d’oro la classe dirigente, strangolare i comparti produttivi”.
