Savona. A rivelarlo sono state, questa mattina, le edizioni nazionali di Stampa e Secolo XIX, in un articolo a firma Jacopo Iacoboni: dietro alcuni dei più famosi siti di “bufale” ci sarebbe una società, la Edinet Ltd, con sede in Bulgaria, che fa capo ad un italiano di Albenga, Carlo Enrico Matteo Ricci Mingani. Un nome terribilmente simile a quello della società editrice di IVG.it e Genova24.it, la Edinet Srl di Pietra Ligure: quest’ultima, però, appartiene a Matteo Rainisio e nulla ha a che fare con l’omonima azienda bulgara.
BUGIE PER DENARO – Tutto nasce da una ricerca fatta da due dei più noti “cacciatori di bufale” italiani, ossia il blogger Paolo Attivissimo e l’ex dipendente della Casaleggio Associati David Puente. Da tempo i due si occupano di smentire ogni giorno le grandi e piccole bufale del web, ossia le notizie totalmente inventate al solo scopo di “far soldi”. Di solito riguardano i temi più caldi (i politici, la casta, gli immigrati) e compaiono su siti dal nome altisonante, come “Libero Giornale”, “News24tg.com”, “Informazione Italia” o “Il Fatto Quotidaino”. Tutti domini che grazie ad accostamenti di parole o ad errori ortografici voluti ricordano altre testate “ufficiali” o riescono comunque a ispirare autorevolezza nel lettore.
Questi siti, in alcuni casi, pubblicano notizie reali copiate dai giornali “veri”, scegliendo però un taglio violento o populistico: giusto per fare un esempio recente, la polemica sul “cane fascista” di Albenga, raccontata anche da IVG.it (leggi) è stata riportata da quei siti con titoli quali “ALBENGA:”QUEL CANE È FASCISTA NON LO VOGLIAMO” QUESTO IL DELIRIO DEL SINDACO PARASSITA DEL PD” (news24tg.com). In altri casi, addirittura, la notizia è totalmente inventata: accade spesso soprattutto con “finte notizie” legate ad atti di violenza degli immigrati oppure a dichiarazioni choc di politici “della casta”. L’obiettivo, in entrambi i casi, è lo stesso: fare soldi grazie ai banner pubblicitari, attirando decine di migliaia di lettori con un titolo di forte richiamo. Ma tutte queste “notizie”, completamente inventate oppure semplicemente travisate, spopolano su Facebook contribuendo non poco a manipolare l’opinione della gente.
