Genova. Tutto dipende ancora una volta da lui, dal sindaco di Genova Marco Doria che nonostante l’ultimatum lanciato dalla segreteria genovese del Pd una settimana fa non ha ancora sciolto il nodo sulla sua ricandidatura. Oggi in compenso il sindaco di Genova, nel bel mezzo delle polemiche sulla vertenza Atp (che fra l’altro è tutt’altro che chiusa) ha partecipato con un videomessaggio all’assemblea romana ‘Il grano di sale e il granello di pepe”, convocata con l’obiettivo di riunire la sinistra in vista delle prossime elezioni.
Doria ha parlato della necessità di superare le lacerazioni, create dalla crisi economica, ma anche dal recente referendum costituzionale. Per ricomporle, secondo il sindaco, occorre puntare su “sviluppo e solidarietà”, uno sviluppo “resiliente”, cioè attento all’ambiente, e una “politica rigorosa che punti ad una corretta allocazione delle risorse e dia efficienza all’amministrazione pubblica contro gli sprechi ed evitando di perpetuare grandi e piccole rendite di posizione di carattere corporativo”. Occorre poi il difendere un “welfare nazionale e locale per il quale occorrono più risorse ma anche una loro allocazione corretta”. Ovviamente Doria ha parlato di centro-sinistra: “La mia lettura della società è consapevole delle tante fratture trasversali che ci sono ma vedo tre poli: quello di centro destra, il magma dei Cinque stelle e un popolo di centro sinistra. Il nostro compito è parlare a questo popolo partendo dai contenuti, con una nostra autonoma capacità progettuale, consapevoli dell’assoluta necessità di trovare denominatori comuni.”. “Guardo alle forze organizzate in campo, a quelle che ci sono e a quella che vorrei che ci fosse, ma osservo che nessuna, piccola o un po’ più grande che sia, da sola è capace di andare molto lontano”.
Doria però non ha detto nulla sulla sua ricandidatura. C’è chi ancora è pronto a scommettere che il nodo verrà sciolto, probabilmente stanotte, quasi certamente con un post su Facebook. Ma di certezze non ce ne sono. E così domani la direzione provinciale del Pd si terrà comunque. L’appuntamento è alle 21 in via Maragliano. Dopo la relazione del segretario e gli interventi verrà proposto un documento che sarà votato dai delegati, che tenta di costruire un nuovo percorso di alleanze con le forze politiche ma anche e soprattutto quelle sociali che al referendum hanno votato no. Insomma, la direzione sembra la stessa tracciata oggi dal sindaco, e il nodo però resta proprio lui.
