Cronaca

Nessuna prova che il concorso dell’Asl 2 fosse “pilotato” per assumere il figlio del primario: 3 proscioglimenti

Nessuna prova che il concorso dell’Asl 2 fosse “pilotato” per assumere il figlio del primario: 3 proscioglimenti

Savona. Nessun rinvio a giudizio per la vicenda del presunto concorso “pilotato” per l’assunzione di un chirurgo plastico all’ospedale Santa Corona. Questa mattina, in udienza preliminare, il giudice Fiorenza Giorgi ha infatti emesso tre sentenze di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste nei confronti della dottoressa Maria Beatrice Boccia, responsabile delle risorse umane dell’Asl 2 Savonese, del chirurgo Mauro Ferraro, ex primario dell’Unità complessa di Chirurgia plastica e maxillo-facciale dell’ospedale Santa Corona (oggi in pensione), e dell figlio, il dottor Simone Ferraro.

Il pm Cristiana Buttiglione aveva chiesto per tutti e tre il rinvio a giudizio per il reato di abuso d’ufficio, ma il gup ha invece optato per prosciogliere tutti gli imputati (non ci sarebbe stata prova che il nuovo bando di concorso era stato emesso per la stessa posizione per il quale esisteva già una graduatoria).

L’indagine della Procura ruotava intorno ad un concorso, risalente al 2013, grazie al quale il dottor Simone Ferraro era stato assunto dall’Asl 2 Savonese entrando a far parte, secondo quanto gli veniva contestato, dello staff del reparto del quale il padre era responsabile. Per il sostituto procuratore Cristiana Buttiglione, il concorso in questione – finalizzato all’assunzione di un chirurgo plastico – era stato creato ad hoc, aggirando le graduatorie già esistenti, proprio per assumere Simone Ferraro. In particolare, sempre secondo le contestazioni originarie della Procura, il neo assunto era destinato all’Unità Spinale, ma di fatto avrebbe poi svolto l’attività nel reparto di chirurgia plastica.

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