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I frutti tropicali coltivati sul Mar Ligure: la sfida di Pierangelo Fazio

I frutti tropicali coltivati sul Mar Ligure: la sfida di Pierangelo Fazio

“Liguria del gusto e quant’altro” è il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici.

elisa stefano pezzini

Suo padre era stato il pioniere della coltivazione delle orchidee in Italia, in un angolo di paradiso tra Ventimiglia e Latte, con la spiaggetta delle Calandre di fronte. Lui, studi in agraria, poi laurea in matematica, aveva invece scelto l’insegnamento. Sino a quattro anni fa, quando Pierangelo Fazio ha deciso di ripulire i 4 mila metri di serre ormai invase dalle erbacce inserite in una proprietà, attraversata dalla via Julia Augusta, di 10 mila metri. I 4 mila metri quadrati di serra oggi sono un angolo di Tropico, almeno dal punto di vista botanico. Custodiscono 250 piante, oltre 50 varietà di frutti tropicali, dai manghi alle papaye, ai frutti della passione.

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