Sanremo. Verrà inaugurata domani la quarta edizione del Festival della legalità e delle Idee del Casinò di Sanremo, inserito nel 2018 European Year of Cultural Heritage. Tre giorni, 26, 27 e 28 febbraio, per parlare di legalità attraverso l’impegno, la testimonianza diretta e scritta dei protagonisti il tutto inframmistato da tanta “buona musica”. La rassegna curata in collaborazione con i magistrati dottoressa Grazia Pradella e dottor Roberto Cavallone vede, domani 26 febbraio, la partecipazione del magistrato dottoressa Simonetta Matone e del Comandante Alfa. Conducono Claudio Porchia, Presidente del Centro Impastato di Sanremo e Marzia Taruffi, responsabile del settore Stampa e Cultura del Casinò di Sanremo. Gli incontri sono stati inseriti nel piano di Formazione dei Docenti e dei Giornalisti. La parte musicale è affidata al cantautore Christian Gullone, affiancato da Pepè.
Il magistrato Simonetta Matone oggi Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, per 17 anni PM per il Tribunale dei Minori, relazionerà sulla sua esperienza nei casi di bullismo e cyber bullismo per stimolare l’intervento degli studenti.
Simonetta Matone è nata a Roma il 16 giugno 1953, è sposata ed ha tre figli. Laureata in giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1976, dal 1979 al 1980 è vicedirettore del carcere presso Le Murate a Firenze. Dal 1981 al 1982 è giudice presso il Tribunale di Lecco e dal 1983 al 1986 è magistrato di sorveglianza a Roma. Nel 1987 è nominata capo della Segreteria del ministro della Giustizia Giuliano Vassalli.
È delegata a mantenere i rapporti con le Direzioni generali ed in particolare con gli uffici giudiziari, diventando il tramite tra i capi degli uffici ed il ministro per la soluzione dei problemi legati alla organizzazione degli stessi ed alla cronica mancanza di personale. Messa a disposizione dal ministro Martelli, chiede di essere trasferita alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma: diventa sostituto procuratore e dal 1991 al 2008 la sua stanza, come dirà in un’intervista, si trasforma nella sua “cognizione del dolore”. Arrivano fascicoli che parlano di abusi su bambini, di violenze, di famiglie ammalate; leggi in ritardo, silenzi, collusioni. Nel 1992 fonda, con altre colleghe, l’ADMI – Associazione Donne Magistrato Italiane. Nel 2008 diventa capo gabinetto del Ministro per le Pari Opportunità. Si tiene lontana da polemiche e lavora per la tutela delle donne, dei bambini, si espone e non si risparmia.
Afferma:
«Togliamoci dalla testa il cliché della pecora nera: non ho mai trovato nella mia professione un ragazzo autore di un reato, specie se grave, che non avesse alle spalle le ragioni che dessero l’esatta spiegazione per quanto aveva fatto. Per carità, non sto giustificando. Ma dietro ogni grosso crimine c’è sempre un qualcosa che non funziona a livello familiare».Nel 2000 ha vinto il Premio Donna, nel 2002 il Premio Minerva per la Giustizia e il premio Donna, nel 2004 il premio Il Collegio e nel 2005 il premio Donna dell’anno 2005 della Regione Lazio.
Ha rappresentato l’Italia presso il Consiglio d’Europa presso il CDCJ, per il Reclamo Collettivo, presso il Comitato Permanente della Convenzione Europea sull’esercizio dei diritti del minore. È stata nominata nel 2009 Focal Point italiano presso il Consiglio d’Europa per i minori.
Il Comandante Alfa uno dei fondatori dei Gis dei carabinieri ritorna al Festival della legalità con il suo nuovo libro:”Io vivo nell’ombra” (Longanesi) esempio di un’esistenza dedicata al servizio dello Stato.
Camminare nell’ombra con la morte accanto per difendere gli altri e la legge. Questa è sempre stata la linea di condotta del Comandante Alfa, uno dei cinque «soci fondatori» del Gruppo di Intervento Speciale dei carabinieri, meglio noto come Gis. Nato nel 1978, il Gis ha ben presto mostrato sul campo una straordinaria efficienza, con missioni di cui il Comandante Alfa è stato protagonista per oltre trent’anni, per poi diventare istruttore all’apice della carriera. Ripercorrendo le tappe di un’esistenza votata al coraggio e alla segretezza più totale (anche nei confronti dei propri cari), il Comandante rievoca qui i momenti salienti di tante esperienze vissute sul campo in Italia e all’estero. Non solo gli esordi del Gis in funzione antiterroristica negli Anni di Piombo e le lunghe notti in Aspromonte durante la stagione dei sequestri, fino alla liberazione di Cesare Casella, ma anche le missioni nei vari teatri di guerra e l’addestramento della polizia irachena dopo la liberazione di Baghdad. E poi, di nuovo in patria, la scorta a Nicolas Sarkozy durante il G8 dell’Aquila nel 2009, fino all’organizzazione del servizio di protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo, a Palermo, nel 2013. Sono pagine intense, in cui il Comandante Alfa ci svela anche le durissime fasi di addestramento, le armi, le attrezzature, le tipologie di intervento e le tattiche di una delle forze speciali più preparate del mondo. (dalla presentazione del libro).
