Giornata mondiale della poesia, quando Sanremo escluse il verso travagliato e geniale di Alda Merini

Giornata mondiale della poesia, quando Sanremo escluse il verso travagliato e geniale di Alda Merini

Sanremo.Sono nata il ventuno a primavera / ma non sapevo che nascere folle / aprire le zolle / potesse scatenar tempesta”. Ventuno marzo, Giornata mondiale della poesia e data di nascita di una delle più alte voci della poesia di tutti i tempi, Alda Merini. Coincidenza ma anche una sincronia che la poetessa dei Navigli ha codificato in un pianto che è poi anche preghiera, così come la sofferenza imbalsamata nel verso è da quello stesso verso riscattata, poiché forma di trascendenza. Alda Merini, una collana di perle e una sigaretta sempre in bocca, sempre in bilico tra follia, ragione e dolore. Dolore di un’esclusa, anche da Sanremo.

In occasione della Giornata istituita dall’Unesco nel 1999 vogliamo riproporvi quella storia. Canto travagliato e insieme di perdono che nasce sul palco della cinquantasettesima edizione del Festival. Era il 2007 e affiancata dal compositore e interprete Giovanni Nuti, la Merini presentò il brano Sull’orlo della grandezza. Dopo l’annuncio di una sua ammissione in gara, la canzone fu inspiegabilmente scartata. Scoppiò il caos, tutto era confuso.

Lo stesso padrone di casa, quel gigante della televisione italiana che è Pippo Baudo, non riusciva a trarre ragioni e più volte mescolò le carte cambiando la sua versione dei fatti. Come riporta Paolo Giordano su Il Giornale, un membro della commissione definì la canzone «Una lagna infinita», e Baudo, che coltivava uno stretto rapporto di amicizia con la poetessa, prima commentò: «Ho sentito la sua voce narrante. È magnifica, calda, forte, passionale. La musica è avvincente e anche la voce cantante. Spero di “baciarla” presto e a lungo». Poi, invece, ritirò ogni lode: «Alda Merini ha scritto una lirica bellissima, ma c’era una distonia con la musica».

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