Ventimiglia. Aveva nascosto un panetto di materiale esplosivo, probabilmente tritolo, dal peso di due etti, in una scatola che teneva nella cantina di pertinenza della sua abitazione in zona “Biscione” a Nervia: gli uomini della squadra mobile, al comando di Giuseppe Lodeserto, insieme agli agenti del commissariato di Ventimiglia diretto da Saverio Aricò hanno tratto in arresto per detenzione di materiale esplosivo Rocco Modafferi, 55 anni, nato a Gioia Tauro (Reggio Calabria), ma da anni residente a Ventimiglia.
Nel centro del panetto di tritolo era stato praticato un foro per l’innesco, che però non era ancora stato inserito.
L’operazione è scattata all’alba di giovedì: alle cinque del mattino, i poliziotti hanno iniziato a perquisire la casa dell’uomo, pluripregiudicato con alle spalle una condanna nel 2004 per l’omicidio di Mohamed Salah Mejeri il cui cadavere era stato trovato nel letto del fiume Nervia, a Camporosso. A seguito di indagini serrate, gli agenti della squadra mobile della Questura di Imperia avevano risolto il giallo: ad uccidere l’immigrato tunisino erano stati tre operai: Rocco Modafferi, Massimiliano Liotta, coinquilino della vittima, e Michelangelo Luciano.
Oltre all’omicidio, Modafferi ha alle spalle una lunga serie di precedenti penali, alcuni dei quali in materia di esplosivi. Oltre al tritolo, gli agenti hanno trovato e sequestrato anche cartucce calibro 12.
