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Giorgia Meloni a Imperia per il candidato sindaco Lanteri: “Costruiamo insieme un centrodestra che guarda al futuro”

Giorgia Meloni a Imperia per il candidato sindaco Lanteri: “Costruiamo insieme un centrodestra che guarda al futuro”

Imperia. “Pensiamo che il presidente Mattarella abbia agito al di fuori delle sue prerogative, che non fosse nelle sue competenze stabilire di nominare o meno un ministro perché non ne condivide le idee. Anche se Fratelli d’Italia non avrebbe votato la fiducia a questo governo, pensiamo che vadano difese le regole costituzionali e istituzionali e questa è la ragione per la quale abbiamo criticato aspramente il comportamento del presidente Mattarella, che tra l’altro mi pare stia nominando un governo che, sulla carta, (il governo Cottarelli) ha zero voti di fiducia. Per come la vedo io è una delegittimazione del presidente della Repubblica. Il Quirinale dovrebbe prendere atto della delegittimazione che gli arriva dal Parlamento e trarne le conseguenze”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale di Fratelli d’Italia, l’onorevole Giorgia Meloni, giunta a Imperia per sostenere la candidatura a sindaco di Luca Lanteri, il candidato che rappresenterà il centrodestra del “modello Toti” alle amministrative del 10 giugno.

Giorgia Meloni ha poi negato di aver mai dato a Matteo Salvini del “traditore” per l’accordo poi mandato a monte da Mattarella con il Movimento 5 Stelle come apparso sulle colonne di Repubblica, intervista, però, mai smentita dalla stessa leader dei Fratelli d’Italia. “Se dovessi smentire – ha detto la Meloni – tutte le interviste che mi attribuisce Repubblica passerei il mio tempo a fare questo. D’ora i poi non concederò più colloqui al quel giornale se prima non mi faranno vedere il titolo”.

Parlando della situazione imperiese, l’onorevole ha detto: “Con Luca Lanteri stiamo costruendo un centrodestra che guarda al futuro, che vuole raccogliere la grande tradizione dei decenni passati ma che vuole anche interpretare questo tempo con i tanti bisogni, le tante necessità e le tante differenze dal passato. Ci sono classi dirigenti che hanno saputo raccogliere questo testimone e se ci fosse anche un po’ più di disponibilità nella cosiddetta vecchia guardia sarebbe anche più facile, ma nessuna generazione consegna a quella successiva uno spazio: sono le successive che se li  devono prendere, gli spazi”.

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