Vallecrosia. “La vicenda che mi spinge a prendere la parola e fare alcune riflessioni, è l’arresto di un ragazzo di 17 anni di Vallecrosia in seguito all’intervento delle forze dell’ordine che lo hanno colto in flagranza di reato in possesso di sostanze stupefacenti. Scrivo togliendomi tutte le casacche e i titoli, da incaricato dell’oratorio, da presidente dell’Associazione G.R.A.Z.I.E. e direttore del Centro Don Milani. Scrivo con la sola forza della mia persona, da operatore pedagogico, da appassionato di giovani, da Marco Magliano.
Conosco personalmente questo ragazzo, l’ho seguito lo scorso anno nella preparazione dell’esame di terza media, ho visto il suo impegno se stimolato, ho visto la sua felicità nel passare l’esame; ma ho visto anche il lento ed inesorabile lasciarsi andare fino al triste epilogo di sabato. L’ho visto senza poter fare più di quello che mi era consentito. L’ho visto chiedendo alleanze a scuola, servizi sociali, tutte persone bravissime, competenti al massimo, ma bloccate dai pezzi di carta e nel frattempo di questo ragazzo cosa stava capitando? L’ho visto incamminarsi sulla “cattiva strada” tentando di fermarlo con ciò che avevo, l’affetto e la parola. Intervento totalmente non riuscito ad ottobre 2017 ho perso ogni contatto. Ho fallito!
Ho letto su Facebook, quando l’articolo è iniziato a circolare con dovizia di dettagli (bilancino, grammature ecc), che questo ragazzo è stato definito un “delinquentello”, venditore di morte, come se la “merce” che vendeva fosse prodotta e raffinata dallo stesso. Ho letto gli articoli, ho letto di genitori allibiti, ho letto con un po’ di magone. È davvero solo un criminale questo ragazzo? Dove sono le possibilità di una vita di 17 anni? Dove sono le proposte per educare o rieducare questo giovane?
