“I ricordi battono dentro di noi come un secondo cuore” chiosava John Banville ed è proprio così. Sono forse l’unico paradiso da cui un ragazzo, viva Iddio, non può essere scacciato. Questo affascina sempre più le next generation, generazioni di fenomeni a cui ci si lega solo se si è rimasti giovani “dentro”.
Questa è la filosofia insita nel progetto aggregativo di tipo turistico/sportivo proposto dall’Asr Cantera, un sodalizio fresco ed innovativo che sta ottenendo un successo esponenziale. In una era iper tecnologica in cui si assiste allo sfacelo degli enti preposti alla formazione, c’è fortunatamente ancora nella società civile chi ha il coraggio di accollarsi l’onere e la responsabilità di inventare e costruire nuove appartenenze. Si parte dalla condivisione degli obiettivi.
All’interno della Cantera (il ricchissimo e variegato organigramma ne é il biglietto da visita) non siamo amici solo perché ad esempio come spesso accade si frequenta lo stesso ambito, ma perché ci si stima, ci si vuole bene e perché prevale il sentimento del fare quello che ci piace su quello che si deve fare. La nostra comunità in biancorosso (i colori della provincia e della città di Savona) non è come quella degli aerei e dei treni, dove i sedili sono posizionati in maniera che ci si trovi raramente faccia a faccia. Diversamente ti guarda negli occhi e ti parla al cuore. Al suo interno ti senti una risorsa preziosa, un bene di valore inestimabile.
